Le capacità di coping caratterizzano l’adattamento ad una situazione stressante e sono un processo dinamico atto a gestire l’equilibrio tra l’individuo e l’ambiente.

Il termine coping deriva dal verbo inglese to cope = fronteggiare. Quando si parla di abilità di coping quindi ci si riferisce alle strategie mentali e comportamentali che una persona mette in atto per gestire/fronteggiare situazioni problematiche.

Questo termine nasce negli anni ′60 grazie a Lazarus che se ne è occupato in relazione allo stress: un accadimento sarà percepito come fortemente stressante quanto più una persona si valuterà scarsamente adeguata a fronteggiarlo.

Le capacità di coping caratterizzano l’adattamento ad una situazione stressante e sono un processo dinamico atto a gestire l’equilibrio tra l’individuo e l’ambiente. Purtroppo l’adattamento non ha sempre un esito positivo. A volte le abilità utilizzate in alcune situazioni stressanti non sono adatte alla gestione delle suddette, quindi tendono ad amplificare l’evento stressante. In questo caso si parla di coping disfunzionale poiché determina un aumento dello stress.

Le capacità di coping sono invece adattive quando portano l’individuo in uno stato di benessere psico-fisiologico a breve, medio e lungo termine e quando questo benessere non nuoce a terzi.

La psicologia della salute si è molto occupata di coping, soprattutto in riferimento alla maniera in cui le persone affrontano il dolore e la malattia. Si è potuto costatare che la maniera in cui una persona vive la propria malattia influenza significativamente il personale stato di benessere psicofisiologico (Scharloo et al, 1998).

Le abilità di coping possono essere incrementate modificando comportamenti e credenze, sviluppando nuove strategie o migliorando quelle di cui si è già in possesso.

Lo Stress Inoculation Training di D. Meichenbaum ne è un esempio. Scopo di questo training è insegnare a gestire le emozioni negative trasformando i pensieri negativi in pensieri positivi e a riflettere sull’utilità dei comportamenti adottati per fronteggiare lo stress.

La mindfulness potrebbe essere considerata un’abilità di coping? Mindfulness secondo la definizione di Jon Kabat-Zinn “significa fare attenzione in modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante”. L’obiettivo non è però quello di agire direttamente sullo stress, ma di riuscire a vivere consapevolmente ogni istante della propria vita, lasciando scorrere i pensieri e le emozioni ed imparando ad accettarne la presenza. Imparare a non lasciarsi sopraffare dai propri pensieri e non voler evitare le emozioni, rappresenta una valida strategia per gestire meglio lo stress.

 
Dr. Elisa Bonanni
Psicologo-Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale
 
Bibliografia
 

Jensen, M. P., Turner, J. A., Romano, J. M. & Karoly, P. (1991). Coping with chronic pain: A critical review of litterature.

Lazarus, R. S. & Folkman, S. (1984). Stress, appraisal and copingNew York: Springer

Lazarus, R. S. (1991). Emotion and adaptation.London: Pxfford University Press.

Lazarus, R. S. (1993). Coping theory and research: Past, present and future. Psychosomatic medicine.

Sharloo, M., et al (1998). Illness perceptions, coping and functioning in patients with rheumatoid arthritis, chronic obstructive pulmonary disease and psoriasis.Journal of Psychosomatic Research.

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