Selye divide lo stress in due categorie: l’eustress (dal greco eu=buono) ed il distress (dal greco di=cattivo). L’eustress è uno stress positivo, indispensabile nella vita e induce l’organismo a reagire al meglio ad un evento esterno. Il distress è invece lo stress cattivo, correlato a emozioni e reazioni fisiologiche negative.

Lo Stress

 

Il termine stress è stato preso in prestito dall’ingegneria, dove stava a indicare la tensione e lo sforzo a cui è sottoposto un materiale rigido in condizioni di sollecitazione.
In psicologia compare per la prima volta nel 1932, a parlarne è Cannon e si riferisce ad esso come “stimolo nocivo”.
Nel 1936 Selye parla di “sindrome generale di adattamento”, definendo quindi lo stress come la risposta del nostro organismo in seguito ad una rottura dell’omeostasi organismo-ambiente, quindi di per se lo stress non è patologico, ma semplicemente una risposta adattiva del sistema corpo -mente alla rottura di un equilibrio.

Selye inoltre divide lo stress in due categorie: l’eustress (dal greco eu=buono) ed il distress (dal greco di=cattivo). L’eustress è uno stress positivo, indispensabile nella vita e induce l’organismo a reagire al meglio ad un evento esterno.
Il distress è invece lo stress cattivo, correlato a emozioni e reazioni fisiologiche negative.

Negli anni ’80 Lazarus e Folkman introducono il concetto di stress psicologico: “
una particolare relazione tra la persona e l’ambiente che è considerato dalla persona come gravoso e portatore di richieste che superano le proprie risorse e danneggiano il proprio benessere”. Quindi un evento stressante potrebbe essere pericoloso per la persona, qualora la stessa percepisca le proprie risorse non adeguate a evitare l’accadimento di esiti negativi.
Attualmente si ritiene che la risposta che in genere si da ad uno stressor sia di natura sia fisiologica, sia psicologica, ed è strettamente legata all’elaborazione cognitiva dello stimolo stressogeno: tutto ciò che produce una sollecitazione sull’organismo (accadimenti, relazioni) è soggetto ad una lettura strettamente personale dell’ individuo, tale lettura determinerà una certa reazione emotiva e comportamentale. Ma la risposta   è mediata anche dall’apprendimento, infatti la nostra lettura degli eventi è determinata da come abbiamo imparato a reagire davanti ad alcuni stimoli (molto spesso questo è automatico ed esula dalla consapevolezza).

Questo breve excursus sul concetto di stress ha lo scopo di provare a chiarire un meccanismo complesso e spesso bistrattato, che se ben gestito può invece rivelarsi una risorsa che ci permette di vivere al meglio e di adeguarci ai cambiamenti quotidiani.
Per la gestione dello stress esistono diversi programmi , i più accreditati sono quelli che prevedono una breve psicoterapia associata alle tecniche di rilassamento muscolare progressivo di Jacbson, alla mindfulness, al training autogeno di Schultz e al biofeedback.

 

Dott.ssa Elisa Bonanni

Psicologo-Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

 
 
 

Bibliografia:

 

Lazarus, R. S. & Folkman, S. (1984). Stress, appraisal and coping. New York: Springer.

Pancheri, P.,1993. Stress, emozioni, malattia. Introduzione alla medicina psicosomatica (5° ed.). Milano: Edizioni Scientifiche e Tecniche Mondatori.

Selye H., 1976. Stress senza paura.Milano: Rizzoli.