riportiamo il testo pubblicato sul sito di quaderni radicali in cui si riporta l'incontro che abbiamo avuto con il collega Maurizio Mottola, coordinatore dell'Associazione Psichiatri e Psicoterapeuti Dipartimentali, nonche membro della Commissione della federazione sui problemi della Psicoterapia e della Psicologia, e anche membro della Commissione Ministeriale sul riconoscimento delle scuole di psicoterapia.
Incontro-confronto sulla psicologia clinica News del 01-10-2004
Giovedì 30 settembre 2004 si è svolto a Napoli l?incontro-confronto tra Lionello Petruccioli, Carlo Alfredo Clerici, rispettivamente presidente e vicepresidente della Società Italiana di Psicologia Clinica Medica (SIPCM), e Maurizio Mottola, coordinatore dell?Associazione Psichiatri e Psicoterapeuti Dipartimentali. I medici specialisti in psicologia clinica -alcune centinaia in tutta Italia- vengono a trovarsi in una situazione ancora indeterminata , nonostante che: · nel riordino delle specializzazioni sia stata individuata la classe di neuroscienze all?interno della quale si articolano quattro specialità: psichiatria, psicologia clinica, neurologia, neurofisiopatologia; · la specializzazione in psicologia clinica sia stata riconosciuta di rilevante interesse nazionale dal Ministero della Salute; · che il Ministero della Salute abbia finanziato con borse di studio di ?tipo CEE? i medici specializzandi in psicologia clinica; · che sia l?unica specializzazione universitaria - oltre a psichiatria ed a neuropsichiatria infantile - che abiliti alla psicoterapia; · che la stessa specializzazione sia presente almeno in un altro paese europeo , per quanto riguarda la facoltà di Medicina (la Slovenia); · che la specializzazione in psicologia clinica sia stata dichiarata affine alla specializzazione in psichiatria. Una recente sentenza del Consiglio di Stato ha asserito tra l?altro che ?la psicologia clinica, inoltre, rappresenta una specializzazione della psicologia (e non della medicina) e?, in quanto specializzazione della psicologia, non può che essere riservata ai soli psicologi?. Dunque, a seguito di questa sentenza all?Università degli Studi di Padova i medici restano fuori dalla possibilità di acquisire il titolo di specializzazione in psicologia clinica. Anche se questa sentenza vale solo per questa sede specifica e per tale caso specifico, apre comunque un varco di contenziosità e di indeterminatezza riguardo alle competenze ed al ruolo dei medici specializzati in psicologia clinica, con serie ripercussioni anche in ambito lavorativo. Oltre che a livello normativo ci sono poi varie implicazioni sia culturali che professionali. Infatti in Italia la psicologia clinica ha un antico e solido sviluppo e radicamento in figure di medici che hanno contribuito e contribuiscono validamente in tale ambito, con un?impostazione che ritiene che la medicina non sia scindibile dal trattare - con competenza professionale - gli aspetti emozionali e le caratteristiche personologiche dell?individuo. Tenere fuori i medici dalla psicologia clinica - anche se solo a Padova - significa culturalmente rinchiudere la medicina nello specialismo tecnologico, il che sancirebbe ulteriormente la scissione tra corpo e psiche, proprio in un momento in cui un filone consistente della medicina mira al recupero dell?unitarietà dell?individuo nell?ambito dell?approccio alla malattia ed alla salute. Paradossalmente il rischio potrebbe essere di giungere prima o poi al punto in cui il medico non possa avere la possibilità di ?ascoltare e parlare? al proprio paziente, perché ogni competenza comunicativa sarebbe di esclusiva pertinenza dello psicologo! Al termine dell?incontro c?è stata la convergenza sia sull?obiettivo dell?equipollenza della psicologia clinica con la psichiatria , sia sull?obiettivo che nella direttiva europea di riconoscimento delle qualifiche sia inserita la specializzazione in psicoterapia tra le specializzazioni mediche riconosciute. Maurizio Mottola (http://www.quaderniradicali.it/agenzia/index.php?op=read&nid=1479)