Negli anni sessanta del secolo scorso, negli Stati Uniti d’America, e negli anni settanta in Italia, esplode l’uso dell’eroina e delle sostanze d’abuso in genere. Negli anni ottanta e novanta questi tentativi giovanili di innovazione a livello collettivo e di individuazione a livello individuale si sono modificati e trasformati, nell’ambito di una sottocultura giovanile. La tendenza attuale, per la fascia di età compresa tra 15 e 25 anni, sembra essere quella di una sperimentazione di vecchie e nuove sostanze.

Negli anni sessanta del secolo scorso, negli Stati Uniti d’America, e negli anni settanta in Italia, esplode l’uso dell’eroina e delle sostanze d’abuso in genere; con la nascita della contestazione giovanile in quegli anni e del ‘movimento hippy’ l’uso della droga e la cultura della droga si diffondono tra i giovani assumendo una connotazione di controcultura: il gruppo controculturale utilizza in questo caso l’uso delle droghe per comportamenti e nell’ambito di ideologie che ‘deviano’ dai valori fondamentali della cultura dominante nel tentativo di costruire una nuova identità collettiva ed individuale rispetto alla società e alla cultura contestata.
Negli anni ottanta e novanta, con il declino delle ideologie e degli ideali politici che fornivano una base contro culturale, rivelatasi spesso illusoria, questi tentativi giovanili di innovazione a livello collettivo e, potremmo dire, di individuazione a livello individuale, considerata la fascia di età maggiormente interessata dall’abuso di droghe, si sono modificati e trasformati: nell’ambito di una sottocultura giovanile si è andato affermando un uso consumistico, favorito dalla grande offerta da parte del mercato legato al narcotraffico, di una vasta gamma di sostanze vecchie e nuove (cannabinoidi, eroina, allucinogeni, amfetamine, cocaina cloridrato, ‘crack’, benzodiazepine, alcool) spesso, in maggior misura nelle aree metropolitane, per politossicoassunzione.
In quegli anni, la comparsa  dell’AIDS come problema medico e sociale e le notizie estese sui mezzi di informazione di massa per la conoscenza delle modalità di contagio e delle categorie a rischio hanno contribuito a diffondere nella coscienza collettiva l’immagine del soggetto tossicodipendente, tipicamente l’eroinomane, malato e socialmente emarginato, dedito a spaccio e microcriminalità; si assiste parallelamente ad una vastissima diffusione tra i giovani, come fenomeno nuovo ed emergente, delle cosiddette “designer drugs” (Diana, 1994), in particolare della MDMA (metilendiossimetamfetamina), comunemente detta  ‘ecstasy’, che viene utilizzata per uso ricreativo, nell’ambito di una sottocultura consumistica, spesso nei fine settimana nel corso di feste o altre attività giovanili; gli effetti ricercati riguardano il miglioramento del tono dell’umore e della sensazione di intimità e vicinanza agli altri, della fiducia in sé stessi, l’aumento dell’energia, della vigilanza, delle percezioni sensoriali, il miglioramento  della capacità di vedere i problemi in modo diverso, aumento della ‘sensualità’ (Solowij et al., 1992; Schifano et al., 1995; Garau, 1994). La ricerca preclinica e alcuni lavori clinici hanno fornito dati che indicherebbero una neurotossicità dell’ MDMA per le terminazioni serotoninergiche, ulteriormente da confermare con studi per determinare il livello di tossicità nell’uomo.
 
La tendenza attuale, per la fascia di età compresa tra 15 e 25 anni, sembra essere quella di una sperimentazione di vecchie e nuove sostanze, nell’ambito spesso di una sottocultura giovanile con forti connotazioni di individualismo, ricerca dell’efficienza e, d’altra parte, come rito di massa per sentirsi partecipi di un gruppo o ricerca di identità oppure come accettazione di modelli prevalenti che tendono a privilegiare l’avere all’essere e a rifiutare la fatica e le problematiche insite nella quotidianità e nella condizione umana ; il narcotraffico fornisce tutte le sostanze d’abuso richieste, mentre le autorità mondiali faticano a contenere questo enorme mercato globale che  fa guadagnare una quantità enorme di denaro ai trafficanti (United Nations Office on Drugs and Crime- UNODC- 2010).

Nella letteratura sulle tossicodipendenze, a partire da discipline ed approcci teorici molto diversi, viene sottolineata  con valenza differente l’importanza delle caratteristiche soggettive, delle caratteristiche farmacologiche delle sostanze assunte, delle condizioni micro e/o macroambientali.

Tuttavia, la complessità del fenomeno tossicodipendenza non permette di dare, almeno ad oggi, risposte univoche, sintetiche o sufficientemente esaustive, sia in ambito clinico che epidemiologico.

Il fenomeno va quindi inquadrato in un’ottica multifattoriale che possa integrare gli aspetti biologici, psicologici e socioculturali della tossicodipendenza e dalla variabile interazione di questi aspetti sembra dipendere la comparsa, l’espressione fenomenologica e l’evoluzione di una condizione di dipendenza (W.H.O., 2004).

Gli approcci teorici che maggiormente hanno indagato il fenomeno tossicodipendenza sono l’approccio clinico psichiatrico, l’approccio psicoanalitico e quello sistemico-relazionale.

 

   BIBLIOGRAFIA:

-- Diana M.(1994) Come si inventa una droga.Designer drug: storia e motivazione di un nome, Medic. Tossicodip., 4, pp.16-17 ;
-- Garau L (1994) Ecstasy: dall'uso in psicoterapia all'abuso in discoteca, Medic. Tossicodip., 4, pp.34-43;
-- Schifano et al. (1995) Aspetti clinici peculiari dell'abuso di MDMA ("Ecstasy") Boll.
Farmacodip. Alcool., 1, pp.53-56;
-- Solowij, Hall W., Lee N. (1992) Recreational MDMA use in Sydney: a profile of "Ecstasy" users and their experiences with the drug, Brit. J. of Addiction, 87, pp. 1161-1172;
-- United Nations Office on Drugs and Crime -UNODC- World Drug Report 2010;
-- World Health Organization -W.H.O.- (2004) Neuroscience of psychoactive substance use and dependence.

                                           
Massimo Guido
                                 Medico-Chirurgo
                                 Psichiatra Az. U.S.L. Roma F
                                 Psicologo Clinico
                                 Psicoanalista Società Psicoanalitica italiana

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