Rado si è interessato specificamente della tossicodipendenza introducendo delle modifiche ai concetti psicoanalitici espressi dagli autori precedenti e da Freud. Rosenfeld, autore di orientamento kleiniano, considera la tossicodipendenza correlata all’esistenza di traumi precoci nello sviluppo e al mancato raggiungimento nei primi anni dell’infanzia di una compiuta relazione oggettuale.

Rado (1933) si è interessato specificamente della tossicodipendenza introducendo delle modifiche ai concetti psicoanalitici espressi dagli autori precedenti e da Freud, pur collocandosi sempre all’interno del modello strutturale delle pulsioni; Rado considera la tossicomania legata ad una disposizione dell’individuo ad assumere la sostanza d’abuso nel tentativo di risolvere una condizione di disagio generalmente di tipo ansioso-depressivo; il termine usato da questo autore “farmacotimia” indica proprio questa disposizione che unendosi all’altro fattore, la presenza della droga e l’effetto farmacologico piacevole di questa, determina la dipendenza; Rado introduce quindi un concetto, ripreso ed ampliato successivamente da altri Autori, di un disturbo di personalità sottostante il comportamento d’abuso.

Il tossicodipendente, secondo Rado, soffre di un disturbo narcisistico che lo porta a sentirsi ferito con facilità, a provare facilmente dei sentimenti di vergogna o di umiliazione che si manifestano essenzialmente come depressione e a cui reagisce, per provare sollievo, con l’abuso di sostanze.

Rosenfeld (1965), autore di orientamento kleiniano, considera la tossicodipendenza correlata all’esistenza di traumi precoci nello sviluppo e al mancato raggiungimento nei primi anni dell’infanzia di una compiuta relazione oggettuale.

L’interpretazione della tossicodipendenza di questo Autore si inquadra nella teoria kleiniana che, da un lato, come sottolineano Greenberg e Mitchell (1983) apparentemente estende ed elabora la teoria pulsionale freudiana e, dall’altro, servirà per il suo abbandono fungendo da transizione verso il modello strutturale delle relazioni: per la Klein, infatti, le pulsioni sono primariamente dirette verso oggetti che non sono secondari temporalmente e funzionalmente subordinati alle mete della gratificazione pulsionale.

Rosenfeld individua una relazione tra tossicodipendenza e disturbo affettivo maniaco-depressivo, ma non identità; il tossicodipendente, secondo questo Autore, utilizza il processo che la Klein (1935) definisce posizione schizoparanoide caratterizzata da meccanismi di difesa come la scissione e la proiezione che hanno la funzione di separare ciò che è ‘buono’ da ciò che è ‘cattivo’.

Nei primi mesi di vita il bambino proietta gli oggetti persecutori o cattivi nella madre in modo da allontanarli dagli oggetti buoni o idealizzati e successivamente li può reintroiettare ottenendo così di poterli controllare; nello stesso tempo gli oggetti buoni vengono proiettati all’esterno allo scopo di proteggerli dagli oggetti cattivi che ora sono sentiti dentro; questo processo psichico oscillante tra la proiezione e l’introiezione dura fino a quando il bambino riesce ad integrare la madre ‘buona’ e la madre ‘cattiva’ rendendosi conto che si tratta della stessa persona.

Il tossicodipendente utilizza il meccanismo della scissione perché non può tollerare che gli aspetti buoni e gli aspetti cattivi coesistano nello stesso oggetto d’amore: la droga permetterà fantasie difensive di gratificazione allucinatoria contro l’angoscia, negando in questo modo ogni situazione persecutoria e rinforzando così l’onnipotenza narcisistica strettamente correlata all’eccitazione maniacale; per questo Autore esiste nel tossicodipendente, oltre all’oscillazione tra reazione maniacale e depressione, anche un’oscillazione tra  frammentazione dell’Io e ciclicità maniaco-depressiva; nella struttura di personalità del tossicomane si ritrovano quindi meccanismi di negazione, idealizzazione, scissione, proiezione.

 

                                     BIBLIOGRAFIA:

-- Rado S.(1933) The psychoanalysis of pharmacothymia, Psychoanalytic Quarterly, 2, 23 ;
-- Rosenfeld H.A. (1965) Psychotic State, The Hogarth Press, London  (trad. It.: Stati Psicotici, Armando, Roma, 1973) ;
-- Greenberg J.R., Mitchell S.A. (1983) Object Relations in Psychoanalitic Theory, Harvard University Press, Cambridge  (trad. it.: Le relazioni oggettuali nella teoria psicoanalitica, Il Mulino, Bologna, 1986) ;
-- Klein M. (1935) A contribution to the psychogenesis of  manic- depressive states (trad.
It.: Contributo alla psicogenesi degli stati maniaco-depressivi, in Scritti 1921-1958, Boringhieri, Torino, 1978) .


                                            Massimo Guido
                                 Medico-Chirurgo
                                 Psichiatra Az. U.S.L. Roma F
                                 Psicologo Clinico
                                 Psicoanalista Società Psicoanalitica italiana

 

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