I dati della 'infant research' hanno contribuito alla formulazione di una teoria della motivazione che differisce dai modelli teorici meno recenti; secondo questi dati, dal primo giorno di vita il neonato e la persona che lo accudisce funzionano come un'unità relativamente omogenea, all'interno della quale si stabilisce un sottile e complesso sistema di interregolazione; si ritiene che l'evoluzione verso l'acquisizione della capacità di autoregolazione interna rappresenti l'obiettivo adattivo fondamentale delle prime fasi di sviluppo del bambino.

 I dati della 'infant research' hanno contribuito alla formulazione di una teoria della motivazione che differisce dai modelli teorici meno recenti; secondo questi dati, dal primo giorno di vita il neonato e la persona che lo accudisce funzionano come un'unità relativamente omogenea, all'interno della quale si stabilisce un sottile e complesso sistema di interregolazione creato dalla combinazione del funzionamento preprogrammato, dell'organizzazione dello stato del bambino e delle risposte organizzative della persona che accudisce il bambino (Lichtenberg, 1989).

Nel bambino la riuscita di questa mutua regolazione determinerebbe la prima e prototipica esperienza dell'oggetto-Sè caratterizzata da una atmosfera affettiva complessivamente positiva; l'essenza di questa esperienza sembrerebbe analoga al “sentimento oceanico” descritto da Freud (1930) ed al “sentimento di sicurezza di base” di Sandler (1960, 1992).

Sander (1975, cit. in Sroufe, 1989) ha proposto una sequenza evolutiva in sette fasi dello sviluppo della relazione nei primi tre anni di vita tra il bambino e la madre (regolazione fondamentale; scambio reciproco; iniziativa; focalizzazione; autoaffermazione; riconoscimento; continuità); in ogni fase dello sviluppo si richiede, secondo Sander, che la madre ed il bambino debbano risolvere o 'negoziare' degli obiettivi diadici che comportano livelli di maturità nella relazione progressivamente più elevati per passare da una organizzazione e regolazione diadica, nel sistema madre-bambino, all'autoregolazione del bambino.

Si ritiene quindi che l'evoluzione verso l'acquisizione della capacità di autoregolazione interna rappresenti l'obiettivo adattivo fondamentale delle prime fasi di sviluppo del bambino.

La qualità del nucleo affettivo e quindi del senso del Sé del bambino è condizionata dalle relazioni di accudimento; attraverso i processi di interiorizzazione (che permettono alle esperienze di interazione di giungere ad una rappresentazione) il sistema affettivo di risposta viene influenzato dalla disponibilità della figura di accudimento ed il bambino può così sviluppare un sentimento di sicurezza, di efficacia, padroneggiando le esperienze.   

 

 BIBLIOGRAFIA:
 

--Lichtenberg J.D. (1989) Psychoanalysis and Motivation, The Analytic Press, Hillsdale NJ. (trad. it.: Psicoanalisi e sistemi motivazionali, Raffaello Cortina, Milano, 1995);

 

--Freud S. (1930) Il disagio della civiltà, in Opere, vol. 10, Boringhieri, Torino, 1978;

 

    --Sandler J. (1960) The background of safety, Intern. J. of Psychoanalysis, 41, pp. 352-356 (trad.it: Il 'background' della sicurezza, in La ricerca in psicoanalisi, vol. 1, Boringhieri, Torino, 1980);

 

--Sandler J. (1992) L'attaccamento agli oggetti interni: considerazioni teoriche (I), in attaccamento e Psicoanalisi, Laterza, Roma-Bari;

 

--Sroufe L.A.(1989) Relazioni, Sé e adattamento individuale, in Relationships Disturbances in Early Childhood. A developmental Approach, Basic Books, New York (trad.it.: A.J. Sameroff, R.N. Emde (a cura di) I disturbi delle relazioni nella prima infanzia, Bollati Boringhieri, Torino, 1991).

 


                                               Massimo Guido
                              
Medico Psichiatra Az. U.S.L. Roma F
                                      Psicologo Clinico
                                      Psicoanalista Società Psicoanalitica italiana

 

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