Molti pazienti obesi tendono effettivamente ad avere un forte desiderio verso determinati cibi, soffrono se ne vengono privati e li ricercano anche se conoscono le possibili conseguenze nocive sulla loro salute.

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“Non riesco a resistere davanti a certi cibi”

Sono alcune delle frasi che i pazienti riferiscono ai medici nei centri per la cura dell’obesità.

I recenti studi sulle dipendenze stanno dimostrando che non ci troviamo di fronte ad un semplice problema di scarsa forza di volontà, ma di una vera e propria malattia che ha componenti genetiche, ambientali (esposizione precoce alla sostanza), sociali (scarsi supporti) e psicologiche (intensi stress). Queste componenti si possono riscontrare nei soggetti obesi. Basta pensare alla presenza di genitori obesi in bambini che tendono ad aumentare di peso o all’uso del cibo come sedativo o per un effetto “nostalgico”. Come ci ricorda il neuroscienziato David Linden, questo ovviamente non deve deresponsabilizzare chi ne soffre. Ognuno di noi può sviluppare una malattia senza averne necessariamente colpa, ma è responsabile della sua cura attraverso un miglioramento dello stile di vita.

 

Medico-Chirurgo

Università di Roma Sapienza

 

Bibliografia

 
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