In mancanza di opportuni interventi messi in atto a livello mondiale, entro il 2025 il 21% delle donne in età fertile nel mondo sarà obesa.

 

 

Al giorno d’oggi si parla ormai di una vera e propria epidemia dell’Obesità. Questa patologia cronica ha una prevalenza in aumento non solo nei paesi industrializzati, ma anche in quelli in via di sviluppo. Ad essere colpite sono tutte le fasce d’età, comprese le donne in età fertile. Un allarmante dato emerso dalle ultime ricerche scientifiche segnala che, in mancanza di opportuni interventi messi in atto a livello mondiale, entro il 2025 il 21% delle donne in età fertile nel mondo sarà obesa. Recenti studi si sono pertanto concentrati sul tema dell’obesità in epoca gestazionale e sulle conseguenze che l’eccesso di peso determina sia nelle madri che nei nascituri.

Il primo dato rilevante riguarda la fertilità: è stato osservata una marcata riduzione della fertilità nelle donne obese, associata ad un allungamento dei tempi necessari per il concepimento. La causa di tali problematiche potrebbe risiedere nella disfunzione ovarica provocata dall’aumentata massa grassa.

Nelle donne in stato di gravidanza invece, la condizione di obesità predispone a due ordini di problemi:

  • un aumento del rischio di complicanze inerenti la gravidanza: aborto spontaneo, eclampsia, diabete gestazionale, aumento del dolore del travaglio e del parto.
  • un aumento del rischio di complicanze nel post-partum: difficoltà nell’allattamento, emorragie, depressione, ipertensione cronica, diabete mellito, ulteriore aumento di peso.

Ma l’eccesso di peso,può avere delle conseguenze dannose e a volte devastanti anche nel nascituro, nel quale si osserva:

  • un aumentato rischio di patologie fetali e perinatali: malformazioni congenite, dislocazione della spalla al parto, parto prematuro, obesità alla nascita, morte perinatale.
  • un aumentato rischio di insorgenza di patologie dell’età adulta: obesità, malattia coronarica, ictus, diabete mellito, asma, disfunzioni cognitive e dell’attenzione, disturbi dell’umore e del sonno, aggressività e ADHD.

Tutto ciò avviene per due motivi. Il primo è legato al fatto che nelle donne obese in gravidanza, viene a crearsi un ambiente intrauterino obesiogeno che danneggia il feto attraverso numerosi e complessi meccanismi (che coinvolgono l’infiammazione, l’immunità, l’epigenetica, alterazioni neuroendocrine e metaboliche). Il secondo motivo deriva invece da influenze di tipo comportamentale e ambientale dal momento che una madre e un padre obesi rappresentano un ambiente domestico obesiogeno, tendente a favorire lo sviluppo di patologie croniche metaboliche nei figli.

Per invertire o perlomeno rallentare l’avanzare di tale drammatica epidemia sono necessari interventi, mirati alle donne (e agli uomini) in età pregestazionale, volti a migliorare lo stile di vita e a ridurre il peso corporeo prima che inizi la gravidanza.

 

Dott.ssa Mary Frances Calabria

Medico - Chirurgo

 

Bibliografia

 

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