L'obesità può essere favorita da un'alterazione della nostra flora batterica intestinale?

Le principali determinanti del preoccupante aumento dei tassi di obesità nei paesi occidentali sono il consumo di alimenti ricchi di grassi e zuccheri e la riduzione dell’attività motoria.

Negli ultimi dieci anni però la comunità scientifica si è concentrata sulla ricerca di altri possibili fattori favorenti l'obesità, uno dei quali potrebbe essere il microbiota intestinale.

Per microbiota intestinale si intende l'insieme dei microrganismi che abitano il nostro tratto digerente, la cosiddetta "flora intestinale" e rappresenta un vero e proprio "organo funzionante", svolgendo un ruolo cruciale sia nei meccanismi di digestione degli alimenti e assorbimento energetico che nei meccanismi di difesa immunitaria. Come si sviluppa tale organo? Il processo di colonizzazione del tratto intestinale da parte dei microbi inizia prima della nascita, attraverso la trasmissione microbica dalla madre al feto, e continua dopo la nascita. Numerosi fattori modulano questo iniziale processo: l'età gestazionale, la tipologia di parto (naturale o cesareo), la dieta (allattamento al seno o latte artificiale), l'igiene e l'esposizione agli antibiotici. Successivamente, l'ambiente e la dieta durante i primi 3 anni di vita sono cruciali per l'acquisizione del microbiota adulto, processo che si conclude tra i 2 e i 5 anni. Il microbiota dell'adulto, svolgendo un ruolo cruciale nel mantenimento dell'equilibro metabolico ed immunitario dell'organismo, viene definito "simbiotico".

Variazioni transitorie e reversibili in questo ecosistema intestinale si verificano continuamente durante tutta la vita, senza alcuna conseguenza per l'uomo. Alterazioni più marcate del microbiota ne alterano profondamente le funzioni, trasformando tale organo in "disbiota" . Tale trasformazione può innescare una vasta gamma di conseguenze: uno stato infiammatorio, l'accumulo di lipidi, la riduzione della sensibilità all'insulina con conseguente alterazione del metabolismo degli zuccheri,  fattori che aumentano il rischio di sviluppare malattie metaboliche. E' stata ipotizzata, nel caso dell'obesità, la presenza di alterazioni specifiche del microbiota. Si inizia a parlare infatti di "microbiota obesogenico". I fattori che possono avere un ruolo nel favorire una transizione del microbiota sano verso quello obesogenico sono: la dieta (qualitativamente e quantitativamente, in eccesso o in difetto), lo stato infiammatorio e i farmaci, in particolare gli antibiotici.

La comunità scientifica, in generale, accetta che la composizione (e quindi la funzione) della flora batterica intestinale possa essere regolata e migliorata tramite sostanze chiamate probiotici  e prebiotici. Questo introduce nuove allettanti prospettive nel campo della cura dell'obesità e di altre patologie quali diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e dislipidemie, che si allontanano molto dall'approccio basato sul semplice conteggio delle calorie. Tuttavia, riuscire a chiarire le interazioni tra microbiota intestinale e probiotici ingeriti continua a rappresentare una sfida.

Gli obiettivi di tali promettenti ricerche sono quelli di migliorare la stratificazione delle popolazioni a rischio di malattie metaboliche e di offrire prospettive nuove per cure personalizzate.

 

Dott.ssa Mary Frances Calabria   

Medico Chirurgo

 

Bibliografia:

 

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