Le osservazioni di Bowlby sono state successivamente confermate da numerose ricerche, in particolare nell'ambito della psicologia dello sviluppo; i modelli operativi del Sé e della figura di attaccamento costituiscono il polo stabile attorno a cui si struttura la personalità del bambino e tendono a non modificarsi nel tempo tranne che per esperienze relazionali particolarmente significative ed intense.

 Le osservazioni di Bowlby (1969,1973,1988) sono state successivamente confermate da numerose ricerche, in particolare nell'ambito della psicologia dello sviluppo, che indicano che lo schema di attaccamento sviluppato durante l'infanzia è profondamente influenzato dall'interazione con le figure di attaccamento.
Le osservazioni hanno dimostrato che durante i primi due o tre anni di vita il modello di attaccamento è più una proprietà della relazione del bambino verso la propria figura d'attaccamento e può essere soggetta a variazioni se i genitori tratteranno il bambino diversamente, mentre successivamente lo schema comportamentale ed il relativo modello operativo interno tenderà a stabilizzarsi ed a persistere immutato: tra il terzo ed il quarto anno il bambino, in condizioni favorevoli di sviluppo, diventa in grado di stabilire una relazione regolata in modo appropriato.
Questi modelli operativi del Sé e della figura di attaccamento costituiscono quindi il polo stabile attorno a cui si struttura la personalità del bambino e tendono a non modificarsi nel tempo tranne che per esperienze relazionali particolarmente significative ed intense (come esperienze amorose, psicoterapeutiche, primo figlio per la madre).
Secondo Bowlby (1980) tutte le situazioni che affrontiamo nella vita vengono concepite ed elaborate sulla base di questi modelli di rappresentazione che noi possediamo del mondo che ci circonda e di noi stessi, dal momento che le informazioni che pervengono ai nostri organi di senso vengono selezionate ed interpretate sempre sulla base di questi modelli; qualora le informazioni 'in entrata' siano discrepanti o incompatibili con i modelli interni sono soggette ad esclusione difensiva e non vengono fatte proseguire verso ulteriore elaborazione; 
scrive Bowlby:


Nel corso del lavoro terapeutico non è raro trovare che una persona (bambino, adolescente o adulto) ha coscientemente un'immagine del tutto positiva di un genitore, mentre ad un livello meno conscio nutre un'immagine contrastante, da cui risulta che il genitore lo trascura o lo rifiuta o lo maltratta: In queste persone, le due immagini vengono mantenute separate, prive di comunicazione reciproca e viene esclusa ogni informazione che potrebbe disturbare l'immagine consolidata (1980, p.92).

 

 

 

                      BIBLIOGRAFIA:

 

--Bowlby J. (1969) Attachment and Loss, vol. 1: Attachment, Basic Books, New York (trad.it.: Attaccamento e perdita, vol. 1: L'attaccamento alla madre, Bollati Boringhieri, Torino, 1972);

 

--Bowlby J. (1973) Attachment and Loss, vol. 2: Separation, Basic Book, New York, (trad. it.: Attaccamento e perdita, vol. 2: La separazione dalla madre, Bollati Boringhieri, Torino, 1975);

 

--Bowlby J. (1980) Attachment and Loss, vol. 3: Loss, sadness and depression, Basic Book, New York, (trad. it.: Attaccamento e perdita, vol. 3: La perdita della madre, Bollati Boringhieri, Torino, 1983);

 

--Bowlby J. (1988) A Secure Base, Routledge, London (trad. it.: Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell'attaccamento, Raffaello Cortina, Milano, 1989).


                               
Massimo Guido
                      Medico Psichiatra Az. U.S.L. Roma F
                      Psicologo Clinico
                      Psicoanalista Società Psicoanalitica italiana 


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