Sandler e Rosenblatt operano una distinzione tra rappresentazioni ed immagini;per questi Autori il termine rappresentazione ha almeno due significati: da una parte indica una organizzazione interna stabile,e dall'altra i contenuti ideativi ed affettivi di queste immagini.

 Sandler e Rosenblatt (1962) operano una distinzione tra rappresentazioni ed immagini; le rappresentazioni del Sé e dell'oggetto sono parte del mondo rappresentazionale che è stato paragonato al palcoscenico di un teatro dove i personaggi sulla scena rappresentano i vari oggetti del bambino e il bambino stesso; i personaggi sulla scena corrispondono in questo modello a rappresentazioni del Sé e degli oggetti, ma la loro espressione particolare in un qualsiasi momento della recita e le impressioni che suscitano nel bambino corrispondono alle immagini del Sé e degli oggetti; infatti il bambino sulla base di una moltitudine di impressioni organizza e costruisce le sue rappresentazioni.

...il bambino fa esperienza di parecchie immagini di sua madre-della madre che lo nutre, della madre che parla, della madre che sta seduta, che sta in piedi, che gli prepara il cibo, ecc.- e sulla base di queste immagini crea gradualmente una rappresentazione materna comprendente tutta una serie di immagini, che portano tutte l'etichetta “madre”(Sandler e Rosenblatt, 1962, p. 107).

 

Per questi Autori, quindi, il termine rappresentazione ha almeno due significati: da una parte indica una organizzazione interna stabile, un insieme di immagini del Sé e degli altri che il bambino costruisce nel corso del suo sviluppo, e dall'altra i contenuti ideativi ed affettivi di queste immagini (relativi ad attività, sentimenti, relazioni), all'interno dell'esperienza personale (Sandler, 1991).

Il bambino gradualmente si costruisce, a partire dai primi anni di vita, attraverso i processi di introiezione e identificazione, una rappresentazione stabile di sé, degli altri, in particolare delle figure significative, e dell'ambiente esterno; successivamente le rappresentazioni oggettuali vengono organizzate in una rappresentazione stabile generalizzata che consente al bambino di poter fare previsioni sul mondo che lo circonda.

E' controverso il modo con cui avviene questo processo di interiorizzazione che consente la costruzione di immagini stabili di Sé, delle figure significative e dell'ambiente esterno; le teorie di Melanie Klein e di John Bowlby possono essere considerate posizioni estreme, in cui da una parte sono le fantasie inconsce ad avere un ruolo preminente nella costruzione delle immagini delle figure genitoriali, e dall'altra le interazioni reali con le figure di attaccamento (Ammaniti, Stern, 1991).

 

 

                          BIBLIOGRAFIA:

 

Sandler J, Rosenblatt B. (1962) Il concetto di mondo rappresentazionale, in J. Sandler (a cura di) La Ricerca in Psicoanalisi, vol. 1, Boringhieri, Torino, 1980;


Sandler J. (1991) L'inconscio ed il mondo rappresentazionale, in M. ammaniti, D.N. Stern (a cura di) Rappresentazioni e Narrazioni, Laterza, Roma-Bari;

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-- Ammaniti M., D.N. Stern (1991) Introduzione, in Rappresentazioni e Narrazioni, Laterza,  Roma-Bari                               

 

 

                            Massimo Guido 
                    Medico Psichiatra Az. U.S.L. Roma F
                Psicologo Clinico
                Psicoanalista Società Psicoanalitica italiana

 
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