La valutazione della personalità, ossia della struttura alla base del comportamento e del pensiero dell'individuo, si rivela necessaria per il clinico al fine di guidarlo alla comprensione del paziente e alla decisione di un eventuale trattamento. Per questo risulta clinicamente importante valutare la personalità generale del paziente, che abbia o meno un disturbo di personalità. La valutazione della personalità è un ambito di frequenti dibattiti, in quanto non tutti gli studiosi la pensano allo stesso modo. Valutare la personalità non implica solo una descrizione di tratti che caratterizzano una persona o la collocazione di individui in categorie statiche, ma riguarda anche la comprensione della loro funzione, l'esperienza interna da cui scaturiscono e le complesse combinazioni. La SWAP si basa sulla diagnosi funzionale, ossia valuta come l'individuo tende a funzionare e ciò implica l'attenzione sia sulle aree patologiche sia su quelle sane di personalità.

 

LA VALUTAZIONE DELLA PERSONALITA' CON LA SWAP-200

 

 
 
 La Shedler-Westen Assessment Procedure, o SWAP, è uno strumento di valutazione di tratti e stili, sani e patologici della personalità. Jonathan Shedler e Drew Westen hanno elaborato il metodo SWAP per scopi clinici e di ricerca, la Shedler-Westen Assessment Procedure, infatti, rappresenta un modo di raccogliere la sfida di integrare i dati della stanza di consultazione clinica con quelli empirici “di laboratorio”. La promessa di tale strumento finalizzato alla valutazione della personalità è quella di catturare la ricchezza e la complessità dei processi psicologici utilizzando i benefici del rigore psicometrico. La SWAP permette di formulare diagnosi categoriali e dimensionali, che, secondo gli autori, dovrebbero essere integrate nella valutazione della complessità psichica di un individuo. Le diagnosi effettuate con la SWAP seguono al tempo stesso sia i criteri dell'Asse II del DSM-IV-TR (denominata diagnosi in fattori PD) sia una nuova classificazione derivata da studi empirici degli autori che riflette stili/disturbi “così come si presentano in natura” (diagnosi in fattori Q). I fattori PD (Personality Disorders) corrispondono ai disturbi di personalità dell'Asse II del DSM, e i fattori Q descrivono, invece, stili di personalità derivati empiricamente dalle descrizioni SWAP di pazienti reali a cui è stata applicata la Q-factor analysis.
Le diagnosi della SWAP non sono il risultato del lavoro di un comitato di esperti (come per il DSM), ma sono il frutto di un lungo processo empirico di selezione tratto dalla letteratura scientifica e dall'esperienza diretta di più di mille clinici, tremila psichiatri e quattromila psicologi di orientamenti teorici differenti.
La SWAP è composta da 200 affermazioni che permettono di descrivere il funzionamento psicologico di un soggetto, seguendo la procedura Q-sort. Un Q-sort è un metodo di indagine clinician-report composto da un'insieme di affermazioni descrittive della personalità che il valutatore deve distribuire gerarchicamente in base a quello che ritiene essere il grado di descrittività (da “molto descrittivo” a “per nulla descrittivo”) per il soggetto esaminato.
La SWAP parte dal presupposto che il metodo più efficace per descrivere la personalità di un individuo sia quello di valutare in senso dimensionale quanto il suo funzionamento sia riferibile ad una serie di stili di personalità o “prototipi”. Tutti gli individui avrebbero caratteristiche riconducibili a ognuno degli stili/disturbi di personalità e si differenzierebbero tra loro in base all'intensità e alla combinazione di più tratti.
Le diagnosi SWAP descrivono lo stile di personalità di un soggetto e quindi anche gli aspetti di funzionamento sano.
 
Bibliografia:

- Westen, D., Shedler, J., Lingiardi, V. (2003), La valutazione della personalità con la SWAP-200. Raffaello Cortina, Milano.

Dott.ssa Alice Fioretti

Psicologa Clinica