La specificità dello specialista in Psicologia Clinica laureato in Medicina

Entriamo nel dibattito della professionalità medica nel campo della Psicologia Clinica, pubblicando una lettera che è stata inviata al Ministero della Salute. _____________________________

Scriviamo per far presente una situazione che riguarda i medici specialisti in Psicologia Clinica.
Si ricorda che la Specializzazione in Psicologia Clinica è stata definita dal Ministero della Salute "di rilevante Interesse Nazionale".
Le scuole di specializzazione sono scuole esclusivamente della facoltà di Medicina.
Gli specializzandi laureati in Medicina, usufruiscono delle Borse di studio del Ministero, come tutti gli altri specializzandi che frequentano le scuole cosidette a "norme CEE".
Nella riforma delle specializzazioni sanitarie, la Psicologia Clinica entra a far parte della Classe di Neuroscienze e Scienze del comportamento, insieme con Neurologia, Neurofisiopatologia e Psichiatria.

A fronte di questa situazione, non esiste nell'elenco delle Professioni del Servizio Sanitario Nazionale, nell?area medica, la figura dello Psicologo Clinico.
Ciò sembra essere una incongruenza, e forse una dimenticanza del legislatore che prima considera la specialità di interesse nazionale, forma dei medici offrendo loro anche delle borse di studio, in accordo con il fatto che la specializzazione fa parte - nominata esclicitamente - della classe di neuroscienze; e poi non consente ai medici specializzati, su cui lo stato ha investito dei soldi con le borse di studio, di poter operare e quindi collaborare alla promozione e alla cura della salute dei cittadini.
La specializzazione in Psicologia Clinica affina le capacità valutative e di diagnosi differenziale e di indicazione terapeutica del medico. La laurea in medicina favorisce lo specialista in Psicologia Clinica consentendogli di effettuare prescrizioni di farmaci (non solo psicofarmaci) e di avere una maggiore affinità di linguaggio con i medici, e di medicina generale e specialisti, con i quali può trovarsi a collaborare.
Ci preme ricordare che:
Scompaiono le altre scuole di specializzazione non mediche afferenti alla Facoltà di Psicologia: con la riforma dell?Università, infatti, avremo il diploma dopo 3 anni, e la specialità dopo altri due, per i corsi di laurea non medici.
La durata di Psicologia Clinica passerà da quattro anni a cinque; saranno ammessi laureati In Psicologia che avranno ottenuto il diploma di specializzazione dopo cinque anni di università, e i laureati in medicina dopo i sei anni di corso di laurea.
Lo psichiatra, sia per il suo iter di specializzazione sia per la collocazione nell?organizzazione sanitaria, si occupa prevalentemente dei disturbi mentali attraverso l?uso di strumenti biologici, di psicofarmacologia, della gestione di patologie psichiatriche maggiori, di neuroimaging, denotando una neurologizzazione della malattia mentale.
Lo specialista di Psicologia Clinica, operando in genere in un?area sovrapponibile a quella dello psichiatra, lavora anch?egli con strumenti di indagine biologici e strumentali e del disagio psichico.

Bisogna anche considerare che, per quanto riguarda l?attività di Psicoterapia, il comma 2 dell'articolo 3 della legge 56/89 recita: "...agli psicoterapeuti non medici è vietato ogni intervento di competenza esclusiva della professione medica". E in fin dei conti già 102 presidenti degli Ordini dei Medici di tutt'Italia ( 102 su un totale di 103 Ordini dei Medici) si sono esplicitamente pronunciati sull'applicazione integrale e rigorosa del comma succitato.

Inoltre, in merito al comma 2 dell?articolo 3 della Legge 56/89 il DOCUMENTO CONCLUSIVO DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DEI PROBLEMI DELLA PSICOLOGIA E DELLA PSICOTERAPIA della Federazione degli Ordine dei Medici ritiene "??. indispensabile un rapporto collegiale tra laureato in medicina e chirurgia abilitato all'esercizio professionale e psicologo, laddove l'utente sia preso in carico da questa seconda figura professionale, per garantire una diagnosi complessiva psicopatologica e psicosomatica, onde escludere la presenza di patologie organiche concomitanti, la cui cura e la cui diagnosi risultano essere esclusivo compito del medico".
A tale proposito si sollecita il Comitato Centrale a richiedere un parere chiarificatore al Consiglio di Stato dirimente rispetto al problema degli "interventi" di competenza esclusiva della professione medica (art.5 comma 2 della legge 56/89 - V. all.to A).
Certamente il laureato in medicina che possa prendere in carico il malato per garantire una diagnosi complessiva sembra essere proprio uno specialista in Psicologia Clinica, formato per coniugare professionalità sia mediche che psicologiche.

L?assenza della specialità di Psicologia Clinica nell?area medica genera anche notevoli problemi per l?aggiornamento; infatti nel sito del Ministero, se si seleziona "medico chirurgo" nell'elenco delle professioni, nel successivo elenco delle discipline compare "psichiatria" ma non "psicologia", né "psicologia clinica", né "psicoterapia".
Se si seleziona "psicologo" (cioè laureato in psicologia) tra le professioni, compaiono tra le discipline "psicologia" e "psicoterapia".
Questo significa che, su un piano formale, pur essendo specialista (ma non in psichiatria o neuropsichiatria infantile), come medico si può essere ammessi solo ai corsi di "area interdisciplinare".
Viceversa, se si volesse partecipare ai corsi per le discipline "psicologia" e "psicoterapia", si potrebbe non essere ammessi in quanto tali corsi sono accreditati per i laureati in psicologia.
In realtà la questione non risulta solo formale, ma si concretizza nell?accreditamento dei singoli eventi a categorie e specializzazioni ben precise.

A nostro parere è chiaro che la situazione debba trovare al più presto una chiarificazione.
E? auspicabile che le dichiarazioni relative al "rilevante interesse nazionale" della specialità di Psicologia Clinica e l?investimento del Ministero della Salute e di quello dell?Università sulla formazione di giovani laureati in medicina, non siano fine a se stessi. Si invita pertanto il legislatore a concludere il lavoro e dichiarare che il medico specialista in Psicologia Clinica deve trovare la sua specifica collocazione professionale per la promozione, la cura, e la prevenzione della salute ed igiene mentale, così come le altre figure professionali che afferiscono alla classe di Neuroscienze: quindi psichiatri, neurologi, neurofisiologi, e psicologi clinici, concorrendo ognuno per le proprie competenze.



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14/10/2011 13:24

Concordo su quanto scritto nella vostra lettera. In particolare, per quanto riguarda l\'aggiornamento nell\'area medica, non comparendo la specialità Psicologia clinica si creano seri problemi per l\'aggiornamento stesso.
Dott Materassi Nicola. Medico spec in Psicologia Clinica