Nei pazienti affetti da obesità è prescritta la perdita di peso, ma nella maggior parte dei casi, dopo la perdita di peso si verifica un recupero dello stesso (effetto yo-yo o weight cycling).

 

 

 

 

 

 

 

L’obesità è da tempo riconosciuta come un fattore di rischio di morte cardiovascolare e ultimamente come prima causa di diminuzione dell’aspettativa di vita. Per questo nei pazienti affetti da obesità è prescritta la perdita di peso. Nella maggior parte dei casi, però, dopo la perdita di peso si verifica un recupero dello stesso (effetto yo-yo o weight cycling). Un recente studio pubblicato dalla nota rivista The New England Journal of Medicine, ha esaminato la relazione tra le fluttuazioni di peso e il rischio di eventi cardiovascolari. Su circa 9000 pazienti coronaropatici, l’effetto yo-yo è stato associato a un maggior rischio di eventi cardiovascolari e morti e all’insorgenza di diabete. All’origine dell’effetto yo-yo c’è spesso una dieta eccessivamente restrittiva che facilita nel tempo fame e disinibizione nei confronti dei cibi evitati. Altro fattore che facilita l’effetto yo-yo è la difficoltà che la maggior parte delle persone incontra nell’affrontare le emozioni e lo stress, con conseguente utilizzo del cibo come sedativo. Non bisogna poi dimenticare il cosiddetto ambiente obesogenico, che facilita l’assunzione di cibi ricchi di grassi e zuccheri. La possibile relazione tra oscillazioni di peso e mortalità, non devono far desistere le persone a seguire percorsi per la cura dell’obesità. È necessario però rivolgersi a medici che, seguendo le più recenti linee guida internazionali, siano in grado di realizzare interventi volti a migliorare lo stile di vita e determinare una diminuzione ponderale del 10% (percentuale utile per ridurre le maggiori complicazioni associate all’obesità e i rischi di salute dovuti alla sola obesità). Non bisogna però mai perdere di vista una cosa essenziale nel processo di cura, l’importanza che la singola persona ha nell’affrontare la sua malattia; per questo si dà sempre più importanza all’educazione terapeutica, che non deve solo informare il paziente, ma aiutarlo a fare scelte responsabili, sviluppare abilità e farlo sentire parte integrante del processo di cura.

 

Dott. Enrico Prosperi

Medico Chirurgo

Specialista in Psicologia Clinica

© 2017

 

Bibliografia

Bangalore S, Fayyad R, Laskey R, DeMicco D.A, Messerli F.H, Waters D.D, Body-Weight Fluctuations and Outcomes in Coronary Disease, 2017, N Engl J Med;376:1332-40.