Le scelte di un sano Stile di Vita possono contribuire a proteggere le persone dal declino cognitivo e dalla demenza sostenendo lo sviluppo, la connettività e il mantenimento delle reti cerebrali.

 

Con il rapido aumento della prevalenza a livello mondiale delle patologie croniche, diventa sempre più importante lavorare sulla prevenzione.

Esistono tre tipi di prevenzione: quella primaria, rivolta al soggetto sano e con l’obiettivo di ridurre i fattori di rischio di malattia; quella secondaria, per la diagnosi di patologie fin dai primi stadi di malattia; e quella terziaria, che mira alla limitazione dei danni di una patologia già conclamata e in stadio avanzato.

Nel campo della salute mentale un grande impegno viene svolto per la prevenzione, o il rallentamento del declino cognitivo che porta a demenza.

Negli ultimi anni, è stato completamente stravolto il paradigma di quella che si credeva fosse una fisiologica e inarrestabile perdita delle capacità e funzioni cognitive con l’età: in poche parole, invecchiare bene è possibile.

Sono numerosi gli studi che confermano che la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di modificarsi in risposta agli stimoli esterni, viene mantenuta per tutto l’arco della vita. Si credeva un tempo che il destino del cervello fosse solo di andare incontro ad atrofia e degenerazione, ma per fortuna oggi è stato accertato che il sistema nervoso può, anche in tarda età, continuare a funzionare egregiamente e resistere agli urti del tempo.

La domanda cruciale è “in che modo?”.

Esistono tre fattori determinanti. Una parte di quello che ci succede, e che accade anche nel nostro cervello, dipende dal nostro bagaglio genetico, una parte dall’ambiente e un terza dal nostro Stile di Vita.

Bisogna concentrarsi dunque su quello che si può attivamente fare per lavorare su quella “parte di torta” che dipende da noi e dalle nostre scelte.

La scienza ci dice con chiarezza che gran parte dei fattori di rischio per l’insorgenza di declino cognitivo e demenza sono modificabili, ovvero:

  • inattività fisica
  • fumo di sigaretta
  • consumo massiccio di alcol
  • dieta non sana

Le patologie più comunemente associate allo sviluppo di demenza sono:

  • obesità
  • diabete
  • dislipidemie
  • ipertensione arteriosa
  • patologie cardiovascolari
  • depressione
  • insufficienza renale

In che modo queste patologie danneggiano il nostro cervello?

Grazie agli studi con Risonanze Magnetiche (strutturali e funzionali) è stato possibile osservare una riduzione della massa cerebrale e una diminuzione della funzionalità delle aree deputate alla memoria, alle funzioni esecutive, all’apprendimento e al linguaggio, direttamente proporzionali alla gravità della malattia sottostante. Le condizioni croniche sopraelencate possono danneggiare il cervello tramite diversi meccanismi, quali la disfunzione endoteliale, l’infiammazione e il danno ossidativo, che portano alla morte neuronale, alla disfunzione sinaptica e al deterioramento cognitivo.

Su ognuna di queste condizioni è possibile intervenire mediante programmi di cambiamento delle comuni abitudini di vita scorrette, per ridurne l’impatto negativo sul sistema nervoso. In termini pratici si tratta di potenziare quel 30-40% di cause di deterioramento cognitivo di cui siamo responsabili e che possiamo modificare, per contrastare il peso di un carico genetico più o meno forte e per contenere al meglio il danno proveniente dagli insulti ambientali.

Negli ultimi anni si è introdotto il concetto di riserva cognitiva, un fattore di resilienza contro gli effetti della neuropatologia.

I fattori protettivi di un invecchiamento precoce e patologico in grado di migliorare la riserva cognitiva sono:

  • svolgere un’attività fisica moderata ma costante;
  • aumentare le cerchie sociali;
  • praticare hobby artistici e artigianali;
  • impegnarsi in attività cognitive stimolanti (lettura, giochi di carte o da tavolo, discussioni di gruppo, cruciverba, ecc);
  • seguire una dieta mediterranea ricca di verdura, frutta e pesce;

Le scelte di un sano Stile di Vita possono, quindi, contribuire a proteggere le persone dal declino cognitivo e dalla demenza sostenendo lo sviluppo, la connettività e il mantenimento delle reti cerebrali.

Invecchiare bene, dunque, è possibile, ma è necessario impegnarsi.

 

Dott. Enrico Prosperi - Medico Chirurgo Specialista in Psicologia Clinica

Dott.ssa Mary Frances Calabria - Medico Chirurgo

 

© 2018

 

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