Il corpo esprime “la misura del nostro valore sociale”, ma fa perdere così di vista importanti qualità valoriali. Il dilagare dei social network e l’uso sempre più assiduo di internet, amplifica la spinta ad avere un corpo sempre più sottile e può scatenare l’insorgenza di un disturbo alimentare.

 

 

Il corpo è spesso il primo elemento con cui entriamo in contatto con gli altri e rappresenta senz’altro una parte essenziale per la nostra autostima e definizione del sé. Ci costruiamo un’idea del nostro corpo non solo con l’esperienza diretta, ma attraverso il confronto con gli altri e le opinioni delle persone significative. Tale processo dura tutta la vita, ma è l’adolescenza il momento in cui è maggiore l’importanza che si attribuisce alla valutazione degli altri, e questo determina una ricerca di conferme, una tendenza al confronto e una preoccupazione per il possibile giudizio su di sé e sul proprio aspetto. Quando si crea un’eccessiva distanza tra il corpo percepito e quello desiderato, si manifestano i primi comportamenti di controllo, attraverso la ricerca della dieta più efficace o qualsiasi mezzo che permetta di raggiungere il corpo agognato. L’adolescente, ma oggigiorno anche l’adulto, diventa sempre più affamato di conferme sul proprio aspetto fisico, e le cerca negli sguardi e commenti degli altri. Il corpo esprime “la misura del nostro valore sociale”, ma fa perdere così di vista importanti qualità valoriali; diventa un oggetto da esibire ed abbellire, influenzato a livello socioculturale non solo dai familiari, i pari e i media tradizionali (televisione e giornali), ma anche da internet e i social network. L’esposizione ad una miriade di immagini manipolate, genera il desiderio di avvicinarsi a modelli per lo più irrealizzabili, specie nelle persone più fragili o dedite al confronto verso coloro che reputano migliori di sé. L’esposizione continua a corpi sempre più magri e atletici, a taglie sempre più slim, a messaggi di diete spesso rigide e prive di verifiche scientifiche, a foto alterate, provoca, specialmente nelle donne, un’interiorizzazione di un’ideale di magrezza, con conseguente insoddisfazione per la propria immagine corporea; la frustrazione che ne deriva favorisce la restrizione dietetica e l’insorgenza di stati d’animo negativi. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che il dilagare dei social network e l’uso sempre più assiduo di internet, amplifica la spinta ad avere un corpo sempre più sottile e può scatenare l’insorgenza di un disturbo alimentare. Ma come? La tendenza ad imitare gli altri è stata definita una “forma di collante sociale”, e può avvenire in maniera per lo più inconsapevole nel momento in cui subiamo un vero contagio sociale. Siamo influenzati non solo dai comportamenti e dalle emozioni che osserviamo dal vivo, ma anche da quelli che vediamo virtualmente su uno schermo, non solo da parte di chi conosciamo, ma anche di coloro che non conosciamo direttamente. Possiamo essere condizionati in modo inconsapevole quando siamo esposti ad uno stimolo, specie se ripetuto. I due social più utilizzati, Facebook e Instagram, possono causare un’eccessiva preoccupazione per il proprio corpo in modi diversi: il primo attraverso il confronto con i pari, il secondo con le celebrità e i cosiddetti influencer. Instagram è un social basato prevalentemente su immagini e molte donne seguono quelle ispirate al fitness, che nascono con l’intento di promuovere una sana alimentazione e attività fisica, ma finiscono per caldeggiare corpi spesso irraggiungibili per la maggior parte delle persone; le conseguenze sono un’insoddisfazione del corpo e un umore negativo. Maggiore è il tempo e la frequenza con cui si usano i social, maggiore è il rischio di sviluppare un’insoddisfazione per il corpo, soprattutto in coloro che pubblicano più selfie e che danno un’estrema importanza ai “mi piace” ricevuti sulle foto pubblicate. I social, grazie all’elevato numero di immagini del corpo postate e a conversazioni centrate su cibo, diete e apparenza, contribuiscono sempre più all’insorgenza di disturbi dell’immagine corporea e disturbi alimentari. È necessario intervenire con programmi di alfabetizzazione mediatica che permettano una maggiore riflessione e distanziamento da modelli spesso irrealistici, lo sviluppo di una resilienza ai commenti e confronti, un focus di attenzione non solo sull’apparenza ma su tutti quei temi valoriali che possono arricchire le persone.

 

Dott. Enrico Prosperi

Medico Chirurgo Specialista in Psicologia Clinica

 

© 2019

 

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