Lo stigma associato all'HIV ha un impatto negativo nelle persone che ne sono affette, che può manifestarsi con ansia, depressione, disagio emotivo, vergogna, ridotta autostima e qualità di vita.

 

 

C’è chi “teme” le persone affette da AIDS, chi prova sentimenti di “disgusto” nei loro confronti. L’HIV/l'AIDS sono spesso percepiti o associati a concetti morali di colpa, responsabilità e merito.

“Sai qual è il problema?” è il titolo della canzone anti-AIDS di Jovanotti edita nel 1992. Nel 2019 in Italia, sono state segnalate 2.531 nuove diagnosi di infezione da HIV, con una maggiore incidenza tra le persone di 20-29 anni.

L’Hiv (Human immunodeficiency virus) è un virus che attacca e distrugge un tipo di globuli bianchi, responsabili della risposta immunitaria dell’organismo.

Si può vivere senza sintomi per molti anni con una infezione da Hiv e scoprire il contagio solo con la comparsa di una malattia opportunistica.

L’Aids (Acquired immune deficiency sindrome) invece è lo stadio clinico avanzato dell'infezione da Hiv e può rivelarsi dopo diversi anni dall’acquisizione dell’infezione, quando l’organismo non è più in grado di difendersi dalle infezioni più banali.

L’HIV si trasmette per via sessuale (attraverso rapporti etero o omosessuali non protetti); per via ematica (scambio di siringhe, trasfusione sangue contaminato), da madre a neonato (durante la gravidanza, al momento del parto, raramente con l’allattamento). La saliva, il sudore, le urine, le punture di zanzare, ma anche l’uso comune di stoviglie, bagni e piscine non sono veicoli di contagio.

“L’HIV non si trasmette con carezze, baci”.

Non si trasmette inoltre quando la persona infetta segue correttamente una terapia e mantiene per almeno sei mesi quantità minime di virus nel sangue e nelle secrezioni.

 

Stigma e discriminazioni sono oggi una delle maggiori sfide per le persone che vivono con l’HIV/AIDS. I comportamenti discriminatori comprendono rifiuto, isolamento sociale, disoccupazione, maltrattamenti o rifiuto di cure da parte di operatori sanitari, violazioni della riservatezza.

Coloro che convivono con l’HIV possono sperimentare lo stigma in diverse forme: attraverso una violenza o una discriminazione subita o di cui sono stati testimoni, o tramite il cosiddetto stigma percepito, che può causare la paura di essere stigmatizzati e l’angoscia nella gestione del trattamento. Può esserci poi lo stigma interiorizzato, quando la persona considera vera la valutazione negativa della società e la rende parte di sé.

 

Perché accade questo?

Lo stigma può derivare da idee sbagliate sulla trasmissione dell'HIV e da atteggiamenti giudicanti verso alcuni gruppi sociali, come gli omosessuali, le persone che provengono da paesi in cui l'HIV è endemico, le minoranze etniche e i tossicodipendenti. Molte persone pensano che chi ha contratto l’AIDS non solo se lo sia cercato ma anche meritato.

 

Perché è importante contrastare lo stigma?

Grazie ai progressi della ricerca scientifica le prospettive di vita per chi oggi scopre di avere l’HIV, ed entra subito in terapia, sono simili a chi non ha l’HIV.

Tuttavia lo stigma associato all'HIV ha un impatto negativo nelle persone che ne sono affette, che può manifestarsi con ansia, depressione, disagio emotivo, vergogna, ridotta autostima e qualità di vita.

Lo stigma inoltre ostacola la prevenzione, per via di uno scarso o ritardato accesso alle cure, dovuto probabilmente alla percezione della discriminazione da parte degli operatori sanitari. La paura di essere rifiutati, isolati, emarginati può portare le persone infette a non effettuare in tempi rapidi le analisi indispensabili per una diagnosi precoce e successivamente a nasconderla. Può ritardare, inoltre, il percorso di cura.

Lo stigma può minare il successo dei programmi di prevenzione e cura dell’HIV.

È necessario continuare a dare importanza alla lotta allo stigma per liberare tutte quelle persone con HIV/AIDS dall’isolamento, dal sentimento di vergogna.

 

“Non pensare che riguardi solamente certa gente

Riguarda tutti noi sintonizza la tua mente.” (Jovanotti)

 

 

Dott. Enrico Prosperi

Medico Chirurgo Specialista in Psicologia Clinica

Dott.ssa Cecilia Blandizzi

Dott.ssa in Scienze e Tecniche psicologiche

© 2020

 

Bibliografia

 

Ministero della salute: http://www.salute.gov.it/portale/hiv/menuContenutoHIV.jsp?lingua=italiano&area=aids&menu=conoscere

Aggiornamenti delle nuove diagnosi da HIV e dei casi di AIDS in Italia al 31 dicembre 2019. Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, volume 33-numero 11 (2020).

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