Le malattie croniche stanno caratterizzando in maniera sempre più diffusa la società riflettendo il disagio, il malessere e la cattiva salute nella popolazione. La maggior parte di esse dipende da comportamenti scorretti prevenibili tramite una corretta educazione. È possibile operare su due livelli: eliminando i fattori di rischio e, laddove la malattia sia manifesta, agire per evitare complicanze e/o ricadute. L’educazione terapeutica può rivelarsi un valido strumento per raggiungere tali obiettivi.

L’educazione del paziente è il risultato di un processo di rivisitazione dei concetti di salute e di malattia. Nella storia della medicina, infatti, si è progressivamente passati dalla necessità di scongiurare epidemie (vedi colera, peste, ecc.), malattie in grado di mettere a repentaglio la sicurezza della vita umana, alla prevenzione dei rischi quotidiani che consentono di contrastare la comparsa di “eventuali” malattie, o comunque finalizzati al mantenimento di una condotta di vita sana. La crescente prevalenza delle malattie croniche è “dovuta in gran parte al controllo ed alla eliminazione delle malattie infettivo-parassitarie che nel secolo scorso costituivano la principale causa di morte. Il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie ed i progressi compiuti dalla medicina negli ultimi cinquanta anni hanno reso possibile l’innalzamento della vita media degli individui, creando però nuovi bisogni”(1).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute come “[…] uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non solo l’assenza di malattia o infermità”(2). Considerando la salute come il raggiungimento ed il mantenimento di un equilibrio psico-fisico garantito anche da fattori sociali ed ambientali idonei, nella conferenza congiunta OMS-UNICEF tenutasi ad Alma Ata (1978) si segna un punto di riferimento per la salute pubblica internazionale.

Nella dichiarazione che ne consegue si sottolinea l’importanza della prevenzione in aiuto alle cure primarie, secondarie e terziarie.

Possiamo così esporle:

  • Una prevenzione primaria, rivolta alla popolazione di massa, in cui trova posto l’educazione per la salute, che tenta di evitare i comportamenti che espongono la popolazione a rischio di determinate malattie (vedi il tabacco, l’alcool, ecc.);
  • Una prevenzione secondaria che opera in presenza di fattori di rischio o in presenza di  malattia conclamata, il cui obiettivo è quello di limitarne la progressione;
  • Una prevenzione terziaria, rivolta a persone già affetti da una malattia, il cui fine è quello di evitare ulteriori complicanze permettendo loro di controllare il proprio stato di salute ed evitare così una eventuale invalidità.(3)

L’Educazione terapeutica si inserisce a pieno titolo negli interventi di prevenzione secondaria/terziaria. Infatti, la malattia si è già manifestata, purtroppo non si ha la possibilità di guarigione ed il paziente sarà costretto per tutta la sua vita a sottoporsi a trattamenti clinici specializzati ed al monitoraggio constante della sua condizione di salute. Tale educazione si rivolge a persone singole, o a gruppi di persone che condividono la stessa esperienza di malattia.

I benefici dell’Educazione terapeutica sui pazienti sono apprezzabili sul lungo termine, non si tratta quindi di guarire ma di prevenire migliorando la propria qualità della vita.

 

 

Dott.ssa Martina Pozzi

Pedagogista

 

 

Bibliografia

 

Assal J.P.,Educazione terapeutica dei pazienti. Nuovi approcci alla malattia cronica, Minerva Medica, Roma, 2007.

Cerrocchi L., Dozza L. (a c. di), Contesti educativi per il sociale, Erickson, Gardolo(TN), 2007.

Cipolla C.,Manuale di Sociologia della salute volume III, FrancoAngeli, Milano, 2005.

Deccache A., Lavendhomme E.,Information et education du patient, Bruxelles, de Boeck-Université, Coll. “Savoir et Santé”, 1989.

Di Berardino P.,Il ruolo dell’educazione terapeutica per la gestione integrata del diabete, in Istituto Superiore di Sanità,Prevenire le complicanze del diabete: dalla ricerca di base all’assistenza, Roma, 2008.

 

d’Ivernois J.F., Gagnayre R.,Educare il paziente. Guida all’approccio medico-terapeutico, Mediserve, Milano, 1998.

Marcolongo R., Rigoli A.,Educazione terapeutica dei pazienti, in “Icaro”, 28, Novembre, 1999.

Pellecchia U., Zanotelli F. (a. c. di),La cura e il potere. Salute globale, saperi antropologici, azioni di cooperazione sanitaria transnazionale, Ed. It., Firenze, 2010.

 

 

(1)Cipolla C.,Manuale di Sociologia della salute volume III, FrancoAngeli, Milano, 2005, pag.76.

(2)Art. 1 della Costituzione del 1948-OMS in Marcolongo R., Rigoli A.,Educazione terapeutica dei pazienti, “Icaro”, 28, Novembre, 1999.

(3)Cfr. d’Ivernois J.F. Gagnayre R.,Educare il paziente. Guida all’approccio medico-terapeutico, Mediserve, Milano, 1998, pag. 11.