Sfatare falsi miti e credenze è difficile perche la pressione di entrambi, media e società è così forte da avere il controllo su di noi.

Diet Industry

La multimilionaria industria delle diete fornisce una costante serie di immagini e slogan, senza alcun riguardo per il benessere di ciascuno.
La Diet Industry dice alle persone che devono realmente perdere peso sia che siano sovrappeso o che solo pensino o sentano di esserlo. Il controllo del peso è un business enorme. Nella nostra società e nel nostro tempo, dalla prima adolescenza alla tarda età, la maggior parte delle donne, ma ultimamente anche sempre più uomini, cercano i perdere peso, spesso più e più volte.
La Diet Industry vuol far credere alle persone che perdere peso sia facile. Se le persone credono che questo programma o libro o prodotto faccia perdere peso facilmente, saranno più propense a spendere 10 euro, 20 euro o anche centinaia di euro per comprarlo.
Il grado di importanza del perdere peso dipende dai valori correnti, per esempio negli anni 50, il controllo del peso e la magrezza erano obiettivi meno importanti.
A dispetto dell’enfasi crescente sul benessere fisico, la magrezza rimane l’ideale. La nostra società chiarisce che ciascuno deve apparire in forma sempre. Questo crea un incentivo molto potente per le persone sovrappeso di conformarsi agli ideali o di morire provandoci.
Tale ossessione culturale per la magrezza è arbitraria cambia attraverso le decadi. Non deve essere il nostro primo interesse. Tuttavia possiamo lavorare per diventare più magri e sentirci più accettati nella nostra società.

Falsi miti delle diete

Sulle diete ciascuno ha sentito di tutto e di più! Sfatare falsi miti e credenze è difficile perche la pressione di entrambi, media e società è così forte da avere il controllo su di noi.
Abbiamo però un’arma molto potente nelle nostre mani ed è il buon senso, se analizziamo ogni nuova dieta miracolosa sul mercato da questo punto di vista, guadagniamo un po’ di informazioni utili e tutto ad un tratto, ogni cosa sembra più semplice da interpretare.
Cominciamo con il parlare di calorie e di corretta alimentazione.
Le calorie (Kcal) sono l’unità di misura europea dell’energia contenuta nei cibi. Se l’energia introdotta con il cibo è uguale a quella utilizzata dall’organismo per le proprie funzioni vitali, il peso si mantiene.
Se l’energia introdotta con il cibo è minore a quella utilizzata dall’organismo per le proprie funzioni vitali, il peso decresce.
Se l’energia introdotta con il cibo è maggiore a quella utilizzata dall’organismo per le proprie funzioni vitali, il peso aumenta.

Regola delle 100 Kcal

E. in = E. out

+100 Kcal/die x 365 (1 anno)= 36.500

1 Kg massa grassa = 7.000 Kcal

36.500 Kcal/7.000 = 5 kg all’anno

100 kcal = 1 mela. Un cucchiaio d’olio, un lindor, un piccolo bicchiere di vino, un bicchiere di succo di frutta, ecc…

Non conta cosa si mangia, ma il numero totale delle calorie assunte e bruciate.
Ma allora perché se mi metto a dieta calo per un po’, poi diventa sempre più difficile farlo?
I primi 2 chili circa che si perdono sono acqua, quindi non sto dimagrendo, mi sto disidratando!
Poi si comincia a perdere massa. 70% massa grassa e 30% massa magra, cioè muscoli. E qui comincia la prima nota dolente. La massa magra è ciò che sostiene il nostro metabolismo, cioè la quantità di energia di cui abbiamo bisogno per vivere. Se riduciamo la massa magra, riduciamo il nostro fabbisogno di energia e quindi dovremo mangiare sempre meno per perdere peso. In realtà questo meccanismo è adattivo, la natura o chi per lei è più furba di noi, e ha permesso alla specie umana di sopravvivere alle carestie.
In questi termini risulta evidente che ogni dieta porterà ad un riaumento ponderale successivo. Ogni volta che si riacquista peso si riacquista il 100% di massa grassa. Niente muscoli! Le cicliche perdite ponderali e le successive riprese di peso prendono il nome di sindrome dello Yo-Yo, peccato che a differenza di uno yo-yo che ha sempre un punto di distesa e uno di accorciamento massimo costanti, il peso tende, all’interno di queste oscillazioni, ad aumentare sempre più.

E questo è evidente, ma ciò che non è ne evidente ne scontato è il punto di criticità. Il problema non sono le fasi di aumento ponderale. Bensì quelle di perdita!
L’unica soluzione per mantenere un peso costante nel tempo è non mettersi a dieta e muoversi tanto! L’attività fisica regolare infatti, ci consente di non perdere massa magra e di mantenere un peso ragionevole e costante.
Avere un corretto bilancio energetico però, non vuol dire avere una corretta alimentazione.
La maggioranza delle diete fallisce quando si cerca di mantenere il peso costante attraverso gli anni. Dobbiamo quindi capire come mai la dieta è così inefficace nel produrre cambiamenti costanti di peso. Sfortunatamente molte donne, e anche qualche uomo, vedono la loro sconfitta nella lotta contro il peso come una mancanza di volontà, o in qualche caso, come un segno di inettitudine. Questo può condurli a misure drastiche nel tentativo di perdere peso e la dieta è di solito il primo passo sulla strada di sviluppare un disturbo alimentare.

Ogni cibo porta nutrienti indispensabili per il buon funzionamento dell’organismo. Quindi più l’alimentazione è variata meglio è.
In un classico studio condotto all’università del Minnesota negli anni quaranta, un gruppo di volontari maschi sani e psicologicamente normali sono stati sottoposti a 6 mesi di semidigiuno durante il quale hanno assunto circa la metà delle calorie consuete, passando da un introito di 3,200 kcal ad uno di 1,500 (Keys at al. 1950). Questo determinò una perdita media del 25% del peso corporeo iniziale. Sebbene le risposte individuali variassero sensibilmente, tutti i soggetti mostravano drammatiche modificazioni fisiche, psicologiche e sociali.
Quali erano questi cambiamenti nell’approccio al cibo e nel comportamento? Come molti individui con un disturbo alimentare, i volontari pensavano in continuazione al cibo e non riuscivano a distogliere l’attenzione da esso, mostravano comportamenti innaturali, diminuzioni della concentrazione, della vigilanza, della comprensione e del giudizio critico a causa dei pensieri intrusivi riguardo al cibo. Molti manifestarono esplosioni di rabbia e attacchi d’ansia. Altri manifestarono episodi di binge eating. Anche lo stato emotivo dei partecipanti si alterò con transitori o protratti periodi di depressione o con periodi di euforia, seguiti da forte depressione. Dopo che fu ripristinata un’alimentazione normale, ci volle un po’ di tempo perché i cambiamenti emotivi rientrassero. Infatti, è stato postulato che molti dei profondi effetti sociali e psicologici di questi disturbi
potrebbero essere i sintomi della denutrizione e che il recupero dipenda tanto dalla rialimentazione quanto dal trattamento psicologico.

Non sorprende che la reazione fisica dell’organismo alla restrizione calorica sia un generale rallentamento delle funzioni corporee. Particolarmente importante è la diminuzione del metabolismo basale che è il livello di calorie bruciate a riposo. Alla fine del semidigiuno i livelli metabolici dei partecipanti erano diminuiti del 40% dal normale. I volontari perdevano più difficilmente peso pur mangiando le stesse calorie.
Ovviamente durante una dieta non si arriva ad esperire tutto ciò, ma chiunque ne abbia intrapresa una può ritrovarsi, magari in maniera molto più attenuata in questo quadro.

 

Diet Industry

The multibillion-euro weight loss industry provides a constant barrage of images and slogans, with no regard for ones well-being. Weight loss industry tells people that they really must lose weight if they are overweight or if they even think or feel they’re overweight. Weight control is a very big business. From the time of early adolescence to old age, most women, but lately a lot of men as well, in our society and time, try to lose weight, often over and over again.
Weight loss industry wants people to believe that losing weight is easy. If people believe that its program or book or product makes losing weight easy, they would be more likely to spend 10 €, 20€, or hundreds of euro on its products.
The degree to which losing weight is important depends on
values, in the 50s, for example, weight control and thinness were less important goals.
Despite the increased emphasis on physical fitness today, thinness remains the ideal. Our society makes it clear that everybody should look good at all times. This creates a very powerful incentive for overweight people to conform to the ideal or to die trying.
This cultural obsession with thinness is arbitrary. It changes over the decades. It doesn’t have people’s best interest at heart. Unfortunately, so many people decide to work to become thinner, hoping to feel more accepted in our society.


False myths on dieting

On dieting we all heard a lot and then some more. Undoing false myths and beliefs is difficult because the pressure of both media and society is so strong that it becomes almost to much to control for us.
Though we have a powerful weapon in our hands, and that’s common sense, if we analyze every new miraculous diet on the market from this point of view, we gain a few and useful information and then all of a sudden everything looks so much easier.
Let’s start with talking about calories and correct nutrition.
Calories (Kcal) are the unit of measurement for the Energy contained in food.
If the Energy intake is the same to the amount of Energy our body needs for its vital functions, weight stays the same.
If the Energy intake is less of the amount of Energy our body needs for its vital functions, weight decreases.
If the Energy intake is more of the amount of Energy our body needs for its vital functions, weight increases.

100 CALORIES Rule

E – in = E – out

+ 100 Kcal/day x 350 = 36.500 (year)

1 Kg fat mass = 7.000 Kcal

36.500 Kcal/7.000 = 5 Kg Year

100 Kcal = 1 apple, or a spoonful of oil, or one Lindor, or a small glass of wine, or a glass of fruit juice, and so on.

It doesn’t matter what is eaten, but the number of total calories going in and out during the day.
Then, why when I’m on a diet I lose weight for a while and then it becomes more and more difficult?
The first 2 Kg (4 pounds) to go are essentially water, so I’m not losing fat, I’m dehydrating!
The next step is losing mass. 70% is fat, 30% is lean mass, or if you prefer muscle. And here is where the bad stuff starts to happen, because lean mass is what keeps our metabolism going and decides the amount of Energy we need to live.
If we lose lean mass, we will progressively need less Energy to go on with our everyday activities and consequently we’ll have to eat less and less if we want to keep on losing weight.
If we want to say it all, this mechanism is actually adaptive, nature is smarter than ourselves and let human kind survive even during the worst famine.
Back on dieting, we need to add that every time we can’t diet anymore and start putting up weight, well that weight is all fat mass, no muscle, so at the end of the day
dieting makes people fatter.
This phenomenon is well known among people who diets and it is called the Yo-Yo Syndrome. Basically what happens is that at every cycle of weight loss follows a cycle of weight gain and weight gets higher after every cycle and it becomes more and more difficult to lose weight and easier and easier to become fatter.
The main feature here is not the cycling in weight gain, but the weight loss!
The only solution, in order to maintain a steady weight through time is never dieting and make a lot of exercise! Regular physical activity is the only way to keep the lean mass loss at a minimum and so maintaining a steady and reasonable weight.
Having a correct energy balance is not the same as having healthy eating habits. Each food contains nutrients essential for a healthy functioning of your body, so the more varied is your diet the better is for your body.
The vast majority of dieters fail to maintain significant weight loss on the long run. Given this fact we need to understand why dieting is so ineffective in producing permanent changes in weight. Unfortunately, most women, but also a few men, see the struggle and the failure at dieting as evidence of they lack of willpower, or in some cases as a sign of general worthlessness. This may drive them to drastic measures in their attempt to lose weight and dieting is typically the first step along the road of developing an eating disorder.
In a classic study conducted at the University of Minnesota in the 1940s, completely healthy male volunteers were exposed to a 6-month “starvation” diet in which they ate approximately one-half of their usual intake, going from
a controlled diet of approximate 3,200 calories of food each day to one of 1,560 calories (Keys at al. 1950). This restriction resulted in weight loss of, on the average, 25% of body weight. Although there were many individual differences in the way these men responded, it was concluded that when food is restricted and weight loss occurs, individuals will experience significant physical and psychological changes that eventually reverse during nourishment and weight restoration.
And which were these changes in eating attitudes and behavior? Like many individuals with an eating disorder, the men in the Minnesota study became preoccupied with thoughts about food and eating as a result of starvation. The men had difficulties focusing on day-to-day activities because intrusive thoughts of food and eating interfered withy their concentration. All of the men experienced an increase in hunger during weight loss and for some the urge to eat became overwhelming and some experienced episodes of binge eating.
Over the course of the starvation period, some of the men experienced depression, outburst of anger, irritability, anxiety and apathy. After normal eating was restored, it took some time before emotional changes returned to normal levels. Indeed, it has been postulated that many of the profound social and psychological effects of these disorders may actually result from symptoms of undernutrition and that recovery depends critically upon physical renourishment as well as psychological treatment.
Not surprisingly. The body’s response to severe caloric restriction is a general slowing down of bodily functions. Particularly important is the decrease in basal metabolic rate, which is the rate at which the body burns calories while at rest. At the end of the starvation phase, the men’s metabolic rate had dropped by about 40% from normal. This means that it becomes harder to lose weight while eating the same amount of food because the calories are being burned more slowly.
People who diet usually doesn’t experience all these symptoms, but can recognize, on a lower scale, some of them.

Dr.ssa Simonetta Migliorini e Dr.ssa Linda Degli Esposti
1° Conferenza Europea Salute e Benessere dei Giovani - Roma 16-18 Giugno 2010
Conference Preview: I Giovani Protagonisti del Loro Benessere
Eating disorders and concerns about corporeal body image in youth population.