Una giovane donna su sei è affetta da un disturbo alimentare e tra le adolescenti l'anoressia nervosa è tra le patologie croniche più frequenti

Recenti studi scientifici confermano l’aumento della prevalenza dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) e la diminuzione della loro età d’insorgenza, che si aggira tra i 15-25 anni.

Un altro importante dato è che l’aumento di tali patologie va di pari passo con una maggiore prevalenza dell’obesità.

Una giovane donna su sei è affetta da un disturbo alimentare e tra le adolescenti l’Anoressia Nervosa (AN) è tra le patologie croniche più frequenti. Rispetto alla popolazione generale la mortalità è due volte maggiore nelle persone affette da DCA e aumenta sensibilmente in coloro che soffrono di AN. Circa il 50% delle persone affette dal Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder, BED) o dalla Bulimia Nervosa (BN) è obesa o lo diventerà. Le conseguenze di tali disturbi, oltre alla salute, si riflettono anche sulla vita sociale, relazionale e lavorativa di tali soggetti. La metà dei soggetti con disturbi alimentari presenta difficoltà nel lavoro e nelle relazioni personali. Le donne affette da disturbi alimentari presentano maggiori difficoltà ad avere figli o ad instaurare una buona relazione con essi. La qualità di vita delle persone affette da DCA è peggiore rispetto a quella di soggetti affetti da Depressione e Malattia Coronarica e i costi finanziari di questi disturbi sono elevatissimi. È stato inoltre valutato il carico psicologico e assistenziale dei caregiver, che risulta persino maggiore (in particolar modo per quanto riguarda l’anoressia) rispetto a quello di familiari di soggetti affetti da Depressione, Schizofrenia e altre patologie mediche quali tumori e demenze. È necessario intervenire precocemente per non far cronicizzare questi disturbi. Per quanto riguarda la Bulimia Nervosa e il Disturbo da Alimentazione Incontrollata, la psicoterapia riconosciuta più valida è quella Cognitivo Comportamentale affiancata da un corretto percorso nutrizionale mentre nell’Anoressia Nervosa è risultata valida anche la psicoterapia familiare. Purtroppo, nonostante l’allarmante quadro appena descritto, i fondi a livello Europeo destinati allo studio e all’implementazione della cura di questi disturbi sono molto esigui, così come lo è la disponibilità di strutture specifiche in grado di fornire un trattamento completo e multidisciplinare.

 

Dott.ssa Mary Frances Calabria

Medico Chirurgo

© 2016

 

Bibliografia

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