dal Convengo della SIPCM. Milano 19 nov 2005  

LA VALUTAZIONE DELL'IDONEITA' PSICHICA AL MANEGGIO DI ARMI DA FUOCO; REVISIONE DELLA LETTERATURA E ANALISI CRITICA DELL'ATTUALE SITUAZIONE ITALIANA L. Veneroni*, R. Invernizzi°, C.A. Clerici* * Facoltà di Psicologia, Università Bicocca, Milano ° Avvocato, libero professionista, Milano

Introduzione
Recenti episodi delittuosi, compiuti in Italia da soggetti risultati affetti da disturbi mentali e in possesso di regolari autorizzazioni per la detenzione o il porto di armi da fuoco, ha posto il problema di una revisione critica delle procedure e dei criteri per il rilascio di tali permessi. Questo studio si propone di analizzare la letteratura scientifica in merito all?epidemiologia di atti auto ed eterolesivi condotti mediante armi da fuoco legittimamente detenute, ai fattori predittivi di tali condotte e ai criteri di valutazione psichica per la concessione di licenze di detenzione e di porto o l?autorizzazione allo svolgimento di servizi armati.
Materiali e metodi
La letteratura è stata raccolta attraverso le principali banche dati on line e integrata da repertori cartacei. Sono stati inclusi 47 lavori: 30 studi e 23 review .
Analisi dei dati
La maggior parte degli autori indicano che i fattori di rischio identificati non hanno valore predittivo, ma è possibile descrivere una correlazione significativa con precedenti comportamenti violenti e il precedente ricorso a servizi psichiatrici. (Campbell, 1994; Kellermann, 1993; Kellermann, Heron; 1999, Kruttschnitt; 1993). Secondo alcuni studi, precedenti tentativi di suicidio, essere stato in terapia antidepressiva, abuso di sostanze e la disoccupazione non rappresentano fattori di rischio significativi (Malmquist; 1995).
Conclusioni
La letteratura considerata rileva fattori di rischio per la messa in atto di azioni violente che necessitano di un approfondimento adeguato alla realtà culturale e normativa italiana, dove è anche necessaria una più approfondita valutazione epidemiologica del problema. In Italia la valutazione è svolta attraverso il rilascio di un certificato anamnestico dal medico di medicina generale e un successivo certificato di idoneità psicofisica rilasciato da un ufficiale sanitario della A.S.L., un ufficiale medico militare o da un medico della Polizia di Stato. Tuttavia, alcune condizioni di rischio sono identificabili con procedure più articolate rispetto alla sola ricostruzione di dati anamnestici e alla visita medica. Dal punto di vista normativo è da sottoporre ad un dibattito tecnico legislativo la necessità di utilizzare per la valutazione clinica uno specialista della salute mentale, psichiatra o psicologo clinico.
Data la complessità e la rilevanza di tale tematica è auspicabile una rivalutazione multidisciplinare psichiatrica, psicologica e giuridica che tenga in considerazione gli aspetti qui evidenziati, per ridefinire le procedure di valutazione e le normative che le regolamentano.

Riferimenti bibliografici
Campbell JC. (1994). Domestic homicide: risk assessment and professional duty to warn. Md Med J, 43, 10, pp. 885-9.
Kellermann A, Heron S. (1999). Firearms and family violence. Emerg Med Clin North Am, 17, 3,:pp. 699-716, VIII.
Kellermann AL, Rivara FP, Rushforth NB, Banton JG, Reay DT, Francisco JT, Locci AB, Prodzinski J, Hackman BB, Somes G. (1993). Gun ownership as a risk factor for homicide in the home. N Engl J Med., 329, 15, pp.1084-91.
Kruttschnitt C. (1993).Violence by and against women: a comparative and cross-national analysis. Violence Vict. Fall, 8, 3, pp.253-70.
Malmquist CP. (1995). Depression and homicidal violence. Int J Law Psychiatry, 18, 2, pp.145-62.


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