La cura dell'obesità richiede una modifica dello stile di vita, che si può raggiungere grazie all'Acceptance and Commitment Therapy, un recente approccio terapeutico che si basa sull'accettazione, la scelta e l'azione.

 

L'obesità è una malattia cronica complessa, determinata da fattori genetici, ambientali, psicologici e familiari.

La cura dell’obesità implica due problemi: come perdere peso e come mantenerlo.

Se perdere peso può essere difficile per le cause sopramenzionate, ancor più complesso è mantenere nel lungo periodo i chili persi. Si sa ancora poco sui reali meccanismi di recupero del peso perduto. Per molti anni ha dominato la cosiddetta teoria del set-point, secondo la quale, vi è una “resistenza biologica al cambiamento del peso corporeo”.

Un altro motivo che può ostacolare il mantenimento del peso, è la ricerca di una gratificazione immediata che i pazienti obesi trovano principalmente con il cibo. Anche le aspettative non realistiche di perdita di peso o l’insoddisfazione dei risultati ottenuti (miglioramento della propria immagine corporea, dell’autostima, delle relazioni interpersonali, del rapporto con l’altro sesso), possono determinare una ricaduta. La difficoltà a mantenere i risultati ottenuti può dipendere anche dalla tendenza a delegare la cura al medico, non sviluppando, quindi, un senso di autoefficacia.

Sapersi regolare nell’alimentazione richiede una capacità di riconoscere i segnali fisiologici di fame e sazietà e la piena consapevolezza delle proprie scelte. Troppo spesso i nostri comportamenti sono automatici e questo è il motivo per cui molte persone paragonano il cibo a una droga o a un calmante.

L’ACT, si propone di aumentare la cosiddetta flessibilità psicologica per aiutare le persone obese a ridurre il mangiare emotivo e a non scappare di fronte allo stigma sociale. Un ulteriore obiettivo dell’Acceptance and Commitment Therapy è quello di aiutare i pazienti a non cadere nella trappola dei loro pensieri (“non ho forza di volontà”, “le diete con me non funzionano”, ecc.). Lo scopo non è quello di cancellare questi pensieri fastidiosi, ma imparare a vederli per quello che sono, “storie” che la mente costruisce automaticamente. L’ACT, utilizza metafore ed esercizi esperienziali per raggiungere l’accettazione dei propri stati d’animo e il riconoscimento di ciò che è davvero significativo per ogni singola persona. Questo favorisce il vivere in maniera piena la propria esistenza, anche in presenza di avvenimenti negativi. Se non conosciamo i nostri valori, .

 
Dott. Enrico Prosperi
Medico-Chirurgo
Specialista in Psicologia Clinica
Università di Roma Sapienza
© 2014
 
Bibliografia

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