Per riuscire a camminare efficacemente bisogna prima essere ben radicati al suolo. Per accogliere l'altro occorre sapersi connettere con la propria anima. Per poter ballare abbracciati è imprescindibile “essere col proprio corpo”

 

 

"Il tango è saper camminare abbracciati".

"Non basta avere la voce più melodiosa per intonare un tango. No. Bisogna anche sentirlo. Bisogna viverne lo spirito".

Così affermavano Carlos Gavito e Carlos Gardel, entrambi pilastri della Storia di questa danza che l'UNESCO nel 2009 ha dichiarato patrimonio dell'umanità.

Ma quali sono gli elementi imprescindibili che rendono un tango bello e coinvolgente per chi lo esegue ed emozionante per chi lo osserva?

Un talento naturale di alcuni? Una sensibilità che si acquisisce, per la maggior parte dei tangueri, con la pratica? Una sequenza di movimenti che si apprende con lo studio dei passi e della tecnica?

Certamente, ma c'è qualcosa in più.

Per riuscire a camminare efficacemente bisogna prima essere ben radicati al suolo. Per accogliere l'altro occorre sapersi connettere con la propria anima. Per poter ballare abbracciati è imprescindibile “essere col proprio corpo”, pulsare col cuore del partner e respirare assieme muovendosi armonicamente sulle note della musica.

Essere con il proprio corpo è il concetto centrale espresso, intorno alla metà degli anni ’50, da Alexander Lowen, medico statunitense, fondatore della Bioenergetica, una psicoterapia a mediazione corporea che ha alla base l'assunto per cui mente e corpo costituiscono una unità funzionale: quello che succede nell'una si riverbera nell'altro e viceversa.

È, dunque, tanto un modo di comprendere la personalità in relazione ai suoi processi energetici, quanto una tecnica terapeutica che "si propone l'obiettivo di aiutare la gente a riconquistare la sua natura primaria, la condizione di libertà, lo stato di grazia e la qualità della bellezza" (Lowen A, 2000, pg 35).

Il radicamento o grounding è il concetto cardine ed esclusivo della bioenergetica e ne rappresenta al contempo lo strumento imprescindibile e l'obiettivo principale che consiste nello stabilire, mantenere e ottimizzare il corretto contatto degli arti inferiori col suolo.

Il modo di stare in piedi, infatti, o come viene comunemente espresso "sulle proprie gambe" è paradigmatico del tipo di rapporto che una persona ha col corpo, col proprio sé e con la realtà ed è dunque esemplificativo di come una persona sta nella propria vita.

Fin da quando nasciamo, il soma, in risposta a stress e stimoli ambientali spiacevoli, struttura tensioni che con l'andare del tempo diventano croniche e si cristallizzano in posture errate. Si determinano, dunque, veri e propri blocchi energetici di cui l'individuo non ha consapevolezza, in quanto è come se vi fosse intessuto. Oltre a ciò, la persona deprime la respirazione, riduce il movimento, rifugge dal sentire e dall'esprimere se stessa.

La corazza corporea può essere momentaneamente allentata attraverso diversi interventi specialistici (osteopatici, fisioterapici, posturali ecc.), ma tende a rafforzarsi e ricostituirsi rapidamente poiché la sua funzione, da sempre, è la protezione di chi c'è dentro, da vissuti dolorosi e perturbanti.

Dunque tali pervicaci tensioni croniche, se non limitano tecnicamente la correttezza di esecuzione del movimento, penalizzano l'espressività e quindi l'autenticità e la bellezza della performance.

La Self-Analisi Bioenergetica consente, coniugando il lavoro analitico a quello sulle tensioni muscolari, l'integrazione del sistema mente - corpo.

Da questa mia esperienza è scaturita una ricerca che ha portato alla elaborazione di specifiche classi di esercizi bioenergetici studiate per i ballerini anche non professionisti e per i neofiti del ballo, le quali hanno preso il nome di Bioenergetitango e Bioenergetidanza.

La classe di esercizi non è una tecnica terapeutica, ma costituisce uno strumento prezioso per cominciare a prendere consapevolezza delle proprie tensioni corporee (e delle emozioni in esse trattenute) lavorando per allentarle in una dimensione di gruppo, fattore particolarmente importante se si considera che "lo stress è sempre un accadimento tra esseri umani" (Sollmann U, 1995, pg. 8).

Perché dunque strutturare una classe di esercizi bioenergetici per chi balla o si appresta a ballare il tango? Quali benefici ne ricavano i tangueros?

Occorre premettere che nella milonga, il luogo dove si balla il tango, vi sono precisi codici dell'invito che contemplano sguardi di intesa e cenni di risposta col capo a sancire il formarsi della coppia.

Si auspica poi, che durante il ballo, tra i due partner, spesso sconosciuti l'uno all'altra, scatti la magia di un bel tango che emozioni loro stessi e chi li osserva.

Affinché ciò possa compiersi è indispensabile il passaggio dal movimento tecnicamente eseguito a quello "sentito", che nel tango si realizza quando i due ballerini sono ben radicati a terra, connessi con se stessi, con la musica e con il partner mentre eseguono, stretti nell'abbraccio, passi caratterizzati da congrua intensità emotiva, fluidità, eleganza ed espressività dei movimenti.

Consideriamo però quante persone:

1) hanno difficoltà a stabilire e/o accettare un contatto visivo e/o fisico con qualcun altro;

2) "vivono nella testa" e sono quindi scisse dal corpo e dalle proprie sensazioni;

3) adeguandosi ai disvalori della società dell'apparire, percepiscono il corpo e il proprio movimento come qualcosa che va esibito e non sentito;

4) sono spasmodicamente alla ricerca di vicinanza che si traduce, in pista, in un “aggrappamento” fisico (ed emotivo) all'altro;

5) non sono in contatto col suolo (grounded) e con la realtà della propria esistenza.

Avremo così tutta una serie di vissuti problematici e combinazioni relazionali complesse che inficiano la possibilità di sentire dentro di sé e di esprimere in connessione con l'altro, il significato profondo, la tensione emotiva, la potenza passionale di un bel tango, come evidenziato anche da Burstin (2008, pgg 65-71).

Entrando nello specifico dei benefici di Bioenergetitango, possiamo affermare che il metodo:

  1. permette al ballerino di realizzare un efficace radicamento al suolo (grounding), indispensabile per sentire e sprigionare la carica energetica delle gambe e dei piedi, nonché per il raggiungimento dell’equilibrio necessario alla migliore gestione dell’asse;
  2. consente di ampliare la respirazione anche attraverso l'emissione del suono, favorendo una migliore circolazione dell’energia nel corpo;
  3. agevola la percezione e l'espressione di quelle emozioni che si sono cristallizzate in tensioni croniche, restituendo al corpo una migliore fluidità del movimento e all’anima la possibilità di viverle con maggiore consapevolezza, nella pienezza della connessione con il partner.

Bioenergetitango, nel suo primo anno di vita, è stato proposto in diverse milonghe e in strutture dedicate, riscuotendo un grande consenso.

La conferma della validità dell’esperienza è venuta proprio dagli stessi partecipanti che, al termine di ogni sessione, sono stati invitati a scrivere, in una parola, cosa avessero provato: energia, vitalità, connessione, rilassatezza, libertà, gioia, fluidità, apertura, equilibrio, serenità, meraviglia, leggerezza, sollievo, forza, crescita, maturazione... ecc.

Bioenergetitango, vuole promuovere, in una società sempre più alienante e conflittuale, la rinascita dell'uomo che si riappropria, in relazione con l’altro, della sua vera natura (Real Self) e la rivoluzione di un corpo sentito cui l'anima finalmente si ricongiunge, come in un Tango: con un grande, sincero, emozionato abbraccio.

 

Dott. Alexia Di Filippo

Psicologa – Psicoterapeuta

Specialista in Self-Analisi Bioenergetica

 

Bibliografia

Burstin H. (2008), Il tango ritrovato, Donzelli, Roma

Lowen A. (2000) Bioenergetica, Feltrinelli, Milano

Sollmann U. (1995) Esercizi Bioenergetici, Astrolabio, Roma